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Dall’inizio
del secolo risposte adeguate alla diffusione crescente della
droga sono arrivate da parte di cattolici e laici attraverso
la nascita di “opere” (comunità, case famiglia,
ecc.), ognuna concepita con una personale creatività. Le
risposte che hanno attivato un approccio integrato tra
l’aspetto educativo, terapeutico e farmacologico hanno
prodotto risultati di particolare efficacia.
La
droga altera la percezione, provoca sensazioni di
apparente soddisfazione e appagamento, viene ricercata
come benessere artificiale, compensativo o sostitutivo
della vita nelle sue dinamiche naturali (lavoro, amici,
affetti, divertimenti, etc.), causa dipendenza e
indebolisce le risorse intellettuali, affettive e
volitive della persona.
Il
nostro lavoro ha come scopo la rinascita ed al
potenziamento nella persona della sua naturale capacità
di percepire, desiderare e costruire il vero, il bello,
il buono, il giusto già presenti nella realtà. Il metodo
consiste nell’inserire il soggetto in un contesto
educativo in cui ogni aspetto della realtà quotidiana
(dalla sveglia del mattino fino al sonno della sera) è
accolto e vissuto nel suo valore positivo, di
costruzione faticosa e lieta della persona e della
comunità, quindi fonte di una soddisfazione, non
apparente e momentanea come quella delle droghe, ma
profonda e duratura.
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